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Utente: pappoletta
Nome: Paola
Datemi un mattarello. Che cosa ne vuoi fare? Lo voglio dare in testa a chi non mi va...ah ah scherzi a parte... Sono la dimostrazione che noi siamo la continuazione dei nostri genitori, di mia madre ho preso la passione della cucina e degli attrezzi (li voglio avere tutti, anche quelli che non servono) e da mio padre ho ereditato la sua passione dei libri e la sua biblioteca. Credo di avere piu' di mille libri, invece di attrezzi molti di meno, ma sto sempre in tempo per pareggiare i conti!

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Blog di ricette e recensioni di libri
lunedì, 18 giugno 2007

Paccheri zucchine, calamari e pomodorini

E’ una ricetta di Anna Moroni data in una puntata di un sabato. E’ buona, e anche veloce da fare, richiede solo il tempo di caramellare i pomodori nel forno. I pomodori cosi’ caramellati sono buoni, si possono fare anche in quantita’ elevata e congelarli. Lei aveva preparato le zucchine formandone anelli, io che ho meno pazienza le ho semplicemente tagliate a fette, fanno meno figura ma io sono rimasta soddisfatta cosi’!
pastaZucchineCalamari
 
FONTE: ricetta di Anna Moroni, da una puntata della Prova del Cuoco
 
INGREDIENTI:
Calamari
Zucchine
Pomodori pachino
Poco zucchero, vino bianco, prezzemolo Sale, olio, origano, aglio
 
PROCEDIMENTO:
Accendere il forno. Lavare i pomodorini e tagliarli a meta’. Metterli in una teglia con carta forno, cospargerli con poco zucchero, sale e origano e metterli in forno a 100° per 2 ore.
Tagliare i calamari a fettine in modo da formare anelli.
Una volta pronti i pomodori, tagliare le zucchine a fettine. Soffriggere l’aglio in una padella con l’olio, aggiungere il pesce e far cuocere 10 minuti. Aggiungere il vino.
Quando il vino ha evaporato, aggiungere le zucchine e lasciar cuocere per una ventina di minuti. Salare leggermente. Alla fine aggiungere i pomodori.
Cuocere i paccheri, quando sono cotti aggiungerli al resto, far saltare pochi minuti e unire un po’ di prezzemolo.
 
 

postato da: pappoletta alle ore 17:07 | link | commenti (13)
categorie: paccheri zucchine calamari e pom
giovedì, 19 aprile 2007

FALSO POLLO FRITTO

Una ricetta semplice ma gustosa. Il pollo fritto è davvero buono, a chi non piace?! Però fa ingrassare e non è un cibo proprio sano, allora quando si ha comunque voglia di mangiarlo si può provare questa variante, buona nonostante la cottura sia al forno.
fintoPolloFritto
FONTE: Sito di Gennarino
 
Le dosi sono per 4 persone
INGREDIENTI:
1 kg circa di pollo in pezzi
3 uova
2 limoni
Sale
Pangrattato
Parmigiano grattugiato
 
PROCEDIMENTO:
La sera prima lavorare per bene le uova, aggiungere il sale e il succo dei limoni. Pulire i pezzi di pollo dalla pelle e metterli a marinare in questo composto in frigo. Ogni tanto rimestare il tutto. Il giorno dopo accendere il forno a 200°. Preparare un composto di pangrattato e parmigiano grattugiato. Prendere i pezzi di pollo e passarli in tale composto. Metterli in una teglia con poco olio e infornare a 200° per circa 40 minuti.

postato da: pappoletta alle ore 12:06 | link | commenti (20)
categorie: ricette, falso pollo fritto
martedì, 10 aprile 2007

Ho paura torero, di Pedro Lemebel

copertinaHoPauraTorero
E’ un bellissimo romanzo, parole scritte come una poesia, una canzone, dolce e profondo, e’ uno dei libri che ti rimangono dentro per sempre. Conservo ancora con piacere le emozioni che il libro mi ha lasciato, ne sono stata completamente incantata. La fata dell’angolo è ancora adesso uno dei personaggi della letteratura che mi hanno stregato e che vorrei tanto aver conosciuto. Il libro è ambientato a Santiago nel 1862, nel periodo della dittatura di Pinochet, che ha regalato al paese anni di sofferenze, persecuzioni, torture, uccisioni e sparizioni di avversari politici e di dissidenti. In questo clima non proprio sereno, vive la Fata canterina, in una periferia di Santiago, dove usa le sue mani belle e agili per ricamare e cucire lenzuola e tovaglie da vendere alle donne ricche della città. La fata è un travestito, adora cantare e cambia sempre canale quando gli capita una frequenza che parla di politica. Nonostante questa sua avversione alla politica incontra un uomo, Carlos, che di politica vive, di cui si innamorerà perdutamente. E il libro continua così, descrivendo parole di amore per Carlos, per l’uomo che usa la casa della Fata per incontrarsi con gli altri dissidenti, che tutto prende dalla fata, ma che non potrà mai ricambiare il suo amore. Bella la descrizione della gita che i due fanno, belle tutte le descrizioni, i dialoghi, pura poesia per le orecchie. La gita doveva servire a Carlos come sopralluogo di quei posti che avrebbe dovuto usare in seguito con gli amici per organizzare un attentato al dittatore, dal quale invece Pinochet si salva. Alla fine anche la fata rimane coinvolta, per avergli consentito di usare la sua casa e sarà costretta a lasciare il suo nido per ricominciare tutto daccapo. Tutti i personaggi che si incontrano rimangono impressi nella mente del lettore, come il dittatore cattivo e senza anima, abituato a dormire in posizione dei morti, che ignora completamente le chiacchiere continue ed esasperanti della moglie, la moglie stessa che parla parla parla…Carlos dolce e in un certo senso innamorato della fata, le amiche della fata, ma il personaggio più bello è ovviamente lui (o lei), la fata. Quando penso al libro mi viene sempre in mente l’immagine di lei che canta e lavora e balla. E’ un romanzo d’amore pieno di passione, ma e’ anche un romanzo politico. Quanti aggettivi riuscirei a trovare per descrivere questo libro: colorato, passionale ma mai volgare, dolce e amaro, ironico, commovente. Da leggere.
 
Fatevi un regalo, lo apprezzerete, e ne uscirete piacevolmente cambiati.
 
Due parole sull’autore:
Pedro Lemebel è nato a Santiago negli anni 50, è una delle figure più amate della sinistra cilena. E’ scrittore, fotografo, cineasta, attivista del movimento gay. Lemebel porta alla luce il Cile sommerso con le sue cronache urbane che pubblica sui giornali di opposizione.
 
Approfondimenti:
http://www.carmillaonline.com/archives/2005/02/001216.html
http://www.wuz.it/archivio/cafeletterario.it/329/cafelib.htm

lunedì, 26 marzo 2007

TORTA ALLE NOCCIOLE

Se vi piacciono le nocciole, questa è la torta che fa per voi. Buonissima, conserva tutto il gusto delle nocciole, il suo ingrediente principale. Non è per niente difficile da fare. La prossima volta vorrei provare una variante, ovvero vorrei aggiungere delle gocce di cioccolato. Fatela, non ve ne pentirete, anzi se fate variazioni con la cioccolata fatemi sapere come viene!
tortaNocciole
 
FONTE: La mia amica Angela
 
INGREDIENTI:
200 g di farina
300 g di nocciole tostate e tritate
200 g di zucchero
3 uova
130 g di latte fresco
100 g di burro fuso
1 cucchiaio di olio
1 bustina di lievito per dolci
 
PROCEDIMENTO:
Accendere il forno a 200°. Imburrare un ruoto del diametro di 24 cm.
Mischiare la farina con il lievito per dolci.
Lavorare per bene le uova con lo zucchero, fino ad ottenere un impasto spumoso. Aggiungere a poco a poco le nocciole tritate, il burro fuso, la farina con il lievito e il latte, alla fine il cucchiaio di olio.
Mettere l’impasto nel ruoto e infornare. Lasciare cuocere a 200° per 55 minuti. Fare la prova stuzzicadenti.
 
fettaTortaNocciole

postato da: pappoletta alle ore 14:16 | link | commenti (14)
categorie: ricette, torta alle nocciole
giovedì, 22 marzo 2007

Le correzioni, di Jonathan Franzen

copertinaLeCorrezioni
La storia di una famiglia americana medio borghese. Un affresco psicoanalitico di una società bacata, basata sull’apparire. Comunque lo si voglia definire, è un libro che appassiona in tutto, piace come racconta le personalità, i sentimenti, le emozioni. Ne viene fuori un ritratto preciso di ogni personaggio, e la capacità di immedesimarsi. I genitori di questa famiglia sono Enid e Alfred. Lei è una madre che si fa un’idea di come vorrebbe la sua vita e cerca di vivere nello specchio riflesso di questa sua idea, non potendo avere tale vita. Un po’ come lo struzzo che mette la testa sotto la sabbia, anche lei fa finta che il suo rapporto con il marito è rispettabile, si impegna a mostrarsi agli altri “come si deve”. Cerca di educare i figli nel modo più convenevole in questa società e ci tiene sempre e in tutto al parere dei vicini di casa, a tal punto da avere come missione di vita correggere i figli usando come unità di misura il successo altrui. Anche la propria casa la arreda in un lusso che non può permettersi, per dare l’immagine tanto agognata. Tutta la sua frustrazione è nel non essere riuscita a diventare ricca, rimproverando di questo il marito. Il suo desiderio è di riunire la famiglia per un ultimo Natale, per fingere per l’ennesima volta una vita familiare normale e serena. Alfred è un uomo onesto, ligio al dovere, ammalato del morbo di Parkinson che non vuole riconoscere. Egoista e spietato, ha sempre perso l’occasione di fare soldi. Un personaggio che a me ha fatto molta tenerezza e a volte rabbia nella sua testardaggine. Enid e Alfred hanno tre figli: Chip, Gary e Denise. Il risultato dell’educazione ricevuta dai genitori è un vero disastro, manifestando, i figli, un’indole lontana dalla strada giusta intesa da Enid. Chip aveva una vita brillante, gli piaceva il suo lavoro e ciò nonostante l’ha rovinato per cedere alle smancerie di un’alunna. In tutta la sua storia si evince la sua personalità insicura, oserei dire malata, perversa, sempre dietro a donne che poi inevitabilmente lo lasciano. Impulsivo, un po’ bambino, irrefrenabile, e influenzabile, alla fine si fa trascinare in un nuovo lavoro in Lituania, rendendosi colpevole di una truffa e rischiando persino di rimetterci la pelle. Gary è il figlio più simile al padre, anche lui colpito da una depressione che però non vuole riconoscere. Ha tre figli, in continua lotta con la moglie infantile; debole e vittima anche lui dell’educazione dei genitori. Denise è il personaggio che più mi è piaciuto, bella, intelligente, sa sempre cosa fare e anche quando sbaglia sembra sicura di se. Dell’educazione della famiglia si porta indietro un forte senso di colpa nei confronti di tutti, come se dovesse sempre qualcosa a tutti, senso di colpa che cerca di sconfiggere e controllare, ma alla fine tutti i problemi psicologici irrisolti si ritrovano tutti, manifestandosi in una sessualità incerta. E anche lei perde il lavoro in cui aveva un successo enorme per essere andata a letto con la moglie del capo. Mi e’ piaciuto notare l’ironia del fatto che la famiglia vive a Saint Jude, che è il santo delle cause disperate. E’ facile per tutti riconoscersi in questa famiglia. Si deduce tutta l’amarezza di una famiglia che non è unita e quindi i genitori diventano un peso per i figli. Triste, ma una realtà molto frequente, dura da accettare. Le correzioni nel titolo si riferisce allo sforzo di correggere i comportamenti da ogni deviazione dal giusto, correggere gli eventi. E’ bello riflettere su questo titolo, chiedendosi se è possibile correggere la vita, come si corregge un tema.
 
Cosa ne pensate voi? Lo avete letto? Se lo avete letto fatemi sapere i vostri pareri, mi piacerebbe che questo spazio sia usato per uno scambio di pensieri. Se non lo avete letto….leggetelo! ve lo consiglio a cuore aperto!
 
Sottolineato dal libro:
E quando l’evento, il grosso cambiamento nella tua vita è semplicemente una presa di coscienza, non è strano? Non c’è assolutamente nulla di diverso, tranne il fatto che vedi le cose in un altro modo e di conseguenza sei meno impaurita e meno ansiosa e nel complesso più forte: non è sorprendente che una cosa completamente invisibile nella tua testa possa sembrarti più vera di qualunque altra cosa tu abbia mai provato prima? Vedi tutto più chiaramente, e sai che stai vedendo più chiaramente. E capisci che questo significa amare la vita, questo intendono tutti coloro che parlano seriamente di Dio. Momenti come questo.
 
Due parole sull’autore:
Jonathan Franzen è nato il 1959 a Chicago, ha quarantadue anni e vive a New York. Ha scritto altri 4 romanzi: La ventisettesima città, Forte Movimento, Zona disagio, Come stare soli. Lo scrittore, il lettore e la cultura di massa. Pubblica regolarmente racconti e saggi su "The New Yorker" e su "Harper's".
 
Approfondimenti:
Sito dell’autore
Notizie dalla rete

postato da: pappoletta alle ore 10:55 | link | commenti (16)
categorie: recensioni libri, le correzioni di j franzen
mercoledì, 21 marzo 2007

ANGELICA SALATA

E' una torta salata molto buona, adatta per i picnic, per buffet o per portarvela in ufficio.
Ci si puo' sbizzarrire con i contenuti: salumi, formaggi, verdure, un insieme di questi, insomma potete usare tutta
la vostra fantasia. Sembra difficile da fare, ma non lo e' per niente, forse e' piu' difficile da spiegare che da fare!
E' morbida e si mantiene tale per qualche giorno.
 santangelica
 
FONTE: Sito di gennarino
 
INGREDIENTI:
Primo impasto
135 g farina
12 g di lievito di birra
75 g acqua (circa)

Impasto
400 g farina
3 cucchiai abbondanti di formaggio grattugiato (parmigiano o pecorino)
120 g latte tiepido
1 uovo
1 cucchiaino di sale
120 g di burro morbido

Per la lucidatura
uovo sbattuto con latte
Per il ripieno
cipolle tagliate a velo e stufate con poco olio
prosciutto a fette
parmigiano a scaglie
50 g burro fuso
 
PROCEDIMENTO:
Per il primo impasto:
amalgamare tutti gli ingredienti e lasciare lievitare per 30 minuti.
Per l'impasto:
Impastare la farina con il formaggio, il sale e l’uovo, il latte, il burro e il primo impasto lievitato e mescolare fino a quando i due impasti saranno amalgamati.
Lasciar lievitare coperto per 1 ora.
 primoImpasto
Rovesciare la pasta sul tavolo infarinato e stenderla formando un rettangolo di 2-3 mm di spessore senza lavorarla.
 pastaStesa
Pennellare di burro fuso, cospargere con le cipolle stufate, il prosciutto a fette e il parmigiano a scaglie.
 pastaPiena
Arrotolare il lato più lungo.
 arrotolato
Tagliare questo rotolo a metà per il lungo, separare delicatamente i due pezzi.
 divisa
formare una treccia tenendo il lato tagliato all'esterno. Mettere su una teglia da forno e chiudere a ciambella.
Fare lievitare coperta per 30-40 minuti (deve quasi raddoppiare), poi pennellare con l’uovo sbattuto col latte
 finaleCruda
e cuocere in forno a 200° per 30-35 minuti

postato da: pappoletta alle ore 15:55 | link | commenti (11)
categorie: ricette, angelica salata