| Una ricetta semplice ma gustosa. Il pollo fritto è davvero buono, a chi non piace?! Però fa ingrassare e non è un cibo proprio sano, allora quando si ha comunque voglia di mangiarlo si può provare questa variante, buona nonostante la cottura sia al forno. |
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| FONTE: Sito di Gennarino |
| Le dosi sono per 4 persone |
| INGREDIENTI: |
| 1 kg circa di pollo in pezzi 3 uova 2 limoni Sale Pangrattato Parmigiano grattugiato |
| PROCEDIMENTO: |
| La sera prima lavorare per bene le uova, aggiungere il sale e il succo dei limoni. Pulire i pezzi di pollo dalla pelle e metterli a marinare in questo composto in frigo. Ogni tanto rimestare il tutto. Il giorno dopo accendere il forno a 200°. Preparare un composto di pangrattato e parmigiano grattugiato. Prendere i pezzi di pollo e passarli in tale composto. Metterli in una teglia con poco olio e infornare a 200° per circa 40 minuti. |
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| E’ un bellissimo romanzo, parole scritte come una poesia, una canzone, dolce e profondo, e’ uno dei libri che ti rimangono dentro per sempre. Conservo ancora con piacere le emozioni che il libro mi ha lasciato, ne sono stata completamente incantata. La fata dell’angolo è ancora adesso uno dei personaggi della letteratura che mi hanno stregato e che vorrei tanto aver conosciuto. Il libro è ambientato a Santiago nel 1862, nel periodo della dittatura di Pinochet, che ha regalato al paese anni di sofferenze, persecuzioni, torture, uccisioni e sparizioni di avversari politici e di dissidenti. In questo clima non proprio sereno, vive la Fata canterina, in una periferia di Santiago, dove usa le sue mani belle e agili per ricamare e cucire lenzuola e tovaglie da vendere alle donne ricche della città. La fata è un travestito, adora cantare e cambia sempre canale quando gli capita una frequenza che parla di politica. Nonostante questa sua avversione alla politica incontra un uomo, Carlos, che di politica vive, di cui si innamorerà perdutamente. E il libro continua così, descrivendo parole di amore per Carlos, per l’uomo che usa la casa della Fata per incontrarsi con gli altri dissidenti, che tutto prende dalla fata, ma che non potrà mai ricambiare il suo amore. Bella la descrizione della gita che i due fanno, belle tutte le descrizioni, i dialoghi, pura poesia per le orecchie. La gita doveva servire a Carlos come sopralluogo di quei posti che avrebbe dovuto usare in seguito con gli amici per organizzare un attentato al dittatore, dal quale invece Pinochet si salva. Alla fine anche la fata rimane coinvolta, per avergli consentito di usare la sua casa e sarà costretta a lasciare il suo nido per ricominciare tutto daccapo. Tutti i personaggi che si incontrano rimangono impressi nella mente del lettore, come il dittatore cattivo e senza anima, abituato a dormire in posizione dei morti, che ignora completamente le chiacchiere continue ed esasperanti della moglie, la moglie stessa che parla parla parla…Carlos dolce e in un certo senso innamorato della fata, le amiche della fata, ma il personaggio più bello è ovviamente lui (o lei), la fata. Quando penso al libro mi viene sempre in mente l’immagine di lei che canta e lavora e balla. E’ un romanzo d’amore pieno di passione, ma e’ anche un romanzo politico. Quanti aggettivi riuscirei a trovare per descrivere questo libro: colorato, passionale ma mai volgare, dolce e amaro, ironico, commovente. Da leggere. |
| Fatevi un regalo, lo apprezzerete, e ne uscirete piacevolmente cambiati. |
| Due parole sull’autore: |
| Pedro Lemebel è nato a Santiago negli anni 50, è una delle figure più amate della sinistra cilena. E’ scrittore, fotografo, cineasta, attivista del movimento gay. Lemebel porta alla luce il Cile sommerso con le sue cronache urbane che pubblica sui giornali di opposizione. |
| Approfondimenti: |
| http://www.carmillaonline.com/archives/2005/02/001216.html |
| http://www.wuz.it/archivio/cafeletterario.it/329/cafelib.htm |